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Sulle cartolarizzazioni, è importante la proposta recentemente discussa nel Parlamento Europeo, di prevedere che il soggetto promotore dell'operazione ne detenga titoli per almeno il 5 per cento. Si tratta di una misura volta ad impedire che lo stesso si svincoli da un'operazione che ha originato e ad allineare maggiormente gli interessi di chi ha istruito, concesso, gestito e ceduto i crediti con quelli di chi ha acquistato titoli basati su tali crediti. Forse il 5% è un po' poco,sebbene si debba considerare che in queste operazioni i promotori mantengono sempre una "first loss" pari alla differenza tra valore dei beni sottostanti e valore dei titoli emessi. Si potrebbe, ad esempio, richiedere loro anche di investire in una tranche mezzanina dell'operazione, esponendoli così anche ad una "second loss".Questo aumenterebbe la credibilità di queste operazioni e ne renderebbe ancora più sicure le tranche senior, favorendo il riavvicinamento degli investitori e contribuendo a rilanciare uno strumento utile per le banche.
Allo stesso fine si potrebbe richiedere agli stessi promotori di svolgere attività di market making sui titoli, così da ridurne il rischio di illiquidità. Istituzioni come la Bei, con un forte connotato di sussidiarietà, in questa fase stanno supplendo alle carenze del sistema finanziario, in particolare assicurando funding a lungo termine. Non è da escludere che con il ritorno a condizioni di mercato normali sia richiesto a soggetti di natura istituzionale di svolgere anche quelle funzioni di credit enhancement in passato, ad esempio, svolte da monolines ed altri soggetti che la crisi di fatto ha eliminato – credo temporaneamente dallo scenario finanziario internazionale. Questo contribuirebbe a riattivare il flusso del credito verso l'economia reale.
Guardando al futuro, in un sistema finanziario globale potrebbe infine essere utile anche il ruolo di un soggetto internazionalmente riconosciuto che in base a principi condivisi a) analizzasse tempestivamente i rischi di nuovi prodotti ed il loro potenziale impatto nel momento in cui essi da essere fatti su misura per un cliente si diffondono creando un mercato che coinvolge investitori terzi e, di conseguenza b) definisse le caratteristiche minime di tali prodotti a tutela della stabilità del sistema.
L'autore è vicepresidente della Banca europea per gli investimenti. Le opinioni espresse dall'autore non riflettono necessariamente la posizione della Bei